I Millennials e il business

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Chi sono i millennials?

Non è una domanda facile perché la definizione dipende di volta in volta da chi la usa, dove e quando. I confini demografici esatti non sono ben definiti, ma c’è una regola comune: sono millennials coloro che hanno raggiunto la maggiore età con l’arrivo del terzo millennio.

Alcuni definiscono confini demografici più precisi, considerando millennials coloro nati tra il 1984 e il 2001. L’anno 1984 è qui un punto di riferimento perché è un caposaldo nella storia dell’innovazione tecnologica: nel gennaio 1984, infatti, l’Apple introdusse il primo computer della serie Macintosh.

La nozione di millennials è ancora poco chiara anche perché è stata associata ad altri concetti che sembrano essere suoi sinonimi, ma in realtà presentano nuove accezioni: Generazione Y, Generation Next, Net Generation e così via. Last but not least, i millennials sono nativi digitali, cresciuti facendo uso costante della tecnologia digitale per svolgere molte azioni diverse. 

 

Il valore aggiunto dei millennials: facilitare l’innovazione

Negli Stati Uniti, i millennials rappresenteranno più della metà della forza lavoro entro il 2020. La realtà italiana è molto diversa, con una disoccupazione giovanile molto alta. Ma la situazione sta lentamente cambiando e molte aziende stanno iniziando a scommettere sui millennials, adottando strategie nuove per attrarli, assumerli e trattenerli in azienda.

Ci sono grandi opportunità legate all’ingresso dei millennials in azienda, spesso sottovalutate anche dai recruiter più attenti. Prima di tutto, i millennials possono facilitare l’innovazione digitale, oggi necessaria in tutte le aree del business. Sono infatti la prima generazione della storia ad essere cresciuta circondata da tecnologia digitale. Non è solo un fattore di maggiore dimestichezza, ma un vero e proprio valore aggiunto al business: i millennials impiegheranno infatti meno tempo a padroneggiare i nuovi strumenti digitali, offrendo la possibilità di velocizzare i processi e di ridurre i costi.

Inoltre, i millennials saranno in grado di adottare strategie social aziendali in maniera più efficace rispetto alle generazioni precedenti. La maggior parte possiede almeno un profilo social ed è abituata a reperire e condividere informazioni in ambienti digitali. Una persona di 25 anni, per esempio, ha per oltre un terzo della sua vita condiviso informazioni, organizzato eventi, scambiato opinioni, espresso sentimenti e definito la propria identità attraverso i social. 

Infine, i millennials sono la prima generazione realmente globale. I confini spazio-temporali sono stati di gran lunga accorciati dal web e dalle maggiori opportunità di viaggiare low cost. Sono quindi più proiettati all’internazionalizzazione del business e in grado di avviare nuove collaborazioni in tutto il mondo.

 

Tecnologie e millennials: come adattare l’ambiente di lavoro

Nonostante questi vantaggi, i millennials mancano di esperienza sul campo – per ovvie ragioni anagrafiche. Questo può creare diffidenza nei loro confronti da parte dei colleghi più esperti. Facciamo un esempio operativo: un operaio senior tende a non fidarsi e a rifare il lavoro quando deve compiere un’operazione di assemblaggio su una macchina in cascata subito dopo uno junior. 

È inevitabile quindi prendere alcune misure per rendere più efficace l’inserimento in azienda dei millennials. Ecco le più urgenti:

  • Rendere il lavoro smart: significa pensare a modalità lavorative più flessibili in termini di spazi, tempi e luoghi. Il lavoro smart è una concreta opportunità di sviluppo aziendale e crescita professionale. Comporta una maggiore responsabilità delle persone nei confronti del proprio lavoro, migliorando allo stesso tempo la worklife balance e la soddisfazione professionale. Il tutto supportato dall’introduzione di tecnologia a sostegno della mobilità.
  • Ideare nuove strategie di collaborazione digitale: i millennials sono meno competitivi rispetto alle generazioni precedenti e si rifanno a logiche più collaborative. Le piattaforme digitali permettono di condividere dati e informazioni con i propri colleghi, sia dentro che fuori l’azienda, e di avviare nuove strategie di collaborazione. Ne risulta una collaborazione più veloce ed efficace che consente di aumentare la produttività, tagliare i costi e ridurre gli sprechi di tempo.
  • Adottare piattaforme social aziendali: le piattaforme social offrono un approccio più rapido ed efficiente alla comunicazione e alla collaborazione in azienda. Possono essere usate per comunicare informazioni, condividere aggiornamenti e discutere di nuove idee con molte persone alla volta, ovunque si trovino nel mondo.
  • Coinvolgere i dipendenti: lavorare senza barriere di comunicazione e promuovere la collaborazione tra i dipendenti facilita la nascita di idee innovative dal basso. Per esempio, l’utilizzo di software di idea management può incentivare le persone alla creatività e creare un senso di appartenenza dei dipendenti verso l’azienda, che si riflette positivamente sulle performances aziendali.
  • Arricchimento reciproco tra generazioni: i millennials hanno bisogno di percorsi di formazione specifici mirati allo sviluppo del loro talento. Al posto della classica formazione di aula, un percorso di mentoring può rappresentare una guida affidabile nel costruire una roadmap dei traguardi possibili da raggiungere nel tempo. Il processo di mentoring crea un vero e proprio scambio intergenerazionale e momenti di apprendimento reciproci tra il mentor e la figura junior.                                                                                                       

Insomma, i millennials rappresentano una grande opportunità per il business, ma solo le aziende che prenderanno le misure necessarie a rendere efficace il loro inserimento in azienda saranno in grado di ottenere il massimo dalla forza lavoro del futuro.                    

Fabio Mario Bernardino – Product Sales Manager, Injenia Srl

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