Perché Google si chiama così e 2 storie sui nomi di prodotti Google

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Perché Google si chiama così? Qui raccontiamo l’origine del nome Google e le storie un po’ geek di due tra le più recenti soluzioni per il Cloud computing: Anthos e Kubernetes.

 

Scegliere un buon nome per identificare la tua idea di business è uno step fondamentale nella creazione di un brand. La scelta del nome perfetto è particolarmente importante per i prodotti di consumo: se è vero che il nome non può definire il successo di un prodotto sbagliato, un nome non adeguato può arrecare ingenti danni all’azienda.

La Volkswagen Jetta ha avuto scarso successo anche a causa del suo nome: in Italia, veniva infatti associata ai concetti di jettatura e del gettare, buttare via. L’Alfa Romeo ha dovuto modificare il nome della 164 sul mercato asiatico, dove il 4 porta sfortuna e il 164 richiama a significati tetri. Per buonsenso, non citeremo l’insuccesso che hanno avuto sul mercato inglese prodotti come la Pee Cola ghanese o la scrivania Ikea Fartfull.

Un grande player come Google è consapevole del potere del nome e ha sempre valutato con attenzione come chiamare i suoi servizi consumer e le sue soluzioni aziendali. Qui scopriamo perché Google si chiama così e raccontiamo le storie geek di due tra le più recenti soluzioni per il Cloud computing: Anthos e Kubernetes.

 

Perché Google si chiama così

È curioso che il nome Google sia, in realtà, un errore di trascrizione.

Siamo agli inizi del ‘900 e sta iniziando a sorgere il problema di rappresentare cifre molto grandi per poterle usare nei dispositivi elettronici come le calcolatrici. Il matematico americano Edward Kasner iniziò a cercare delle soluzioni e decise di rappresentare numericamente l’infinito con un 1 seguito da cento zeri. Durante una passeggiata, Kasner chiese a suo nipote di 9 anni che nome avrebbe dato a questa cifra infinita e lui suggerì googol.

Il googol è un numero inimmaginabile, talmente grande che anche contando tutte le particelle dell’universo non si raggiungerebbe che un miliardesimo di miliardesimo di googol.

Molti anni dopo la passeggiata di Kasner e nipote, il nome googol è stato usato per rappresentare il numero di pagine che Page e Brin ambivano ad indicizzare attraverso la loro nuova creazione: Google.

Di fatto, il nome Google deriva da un errore di trascrizione di googol al momento della registrazione del dominio. Errore voluto o meno, Page e Brin stessi hanno spiegato di aver scelto questo nome, in quanto errore ortografico molto comune del termine googol.

Abbiamo scelto il nome Google perché è un errore d’ortografia comune di googol o 10100 e si adatta perfettamente al nostro obiettivo di creare motori di ricerca su vasta scala.

Page e Brin

Perché Google si chiama così Brin e Page

Il successo del nome Google

Oggi Google è una delle più grandi aziende mondiali e il suo motore di ricerca è il sito più visitato al mondo, che ha cambiato il modo in cui cerchiamo informazioni e diffondiamo conoscenza. Il suo nome è talmente famoso che è diventato un verbo in moltissime lingue del mondo: to google in inglese, googolare in italiano, googlear in spagnolo e così via.

La prima volta che to google è stato usato nella cultura pop è stato nel 2002, durante un episodio di Buffy l’ammazzavampiri – precisamente, nel 4° episodio della sesta e ultima stagione. La gag dell’episodio testimonia quanto, all’epoca, l’uso del termine Google fosse completamente nuovo: cercando informazioni su una ragazza, Willow Rosenberg chiede Have you Googled her yet? Xander, pensando che to google significasse qualcosa di pruriginoso, risponde in modo naive She’s 17!. Willow dunque chiarifica l’incomprensione: It’s a search engine!

Negli anni successivi, la parola Google passa da novità a trend linguistico: nel 2009, il Global Language Monitor la posiziona al 7° posto delle parole più usate.

Google non è stato il primo ad usare questo nome. Esistono, infatti, usi della parola prima dell’esistenza del colosso di Mountain View: personaggi dei fumetti, protagonisti di storie per bambini e giocattoli.

Prima di Google, inoltre, Googleplex Star Thinker era un supercomputer nella Guida galattica per gli autostoppisti, serie radiofonica di fantascienza creata da Douglas Adams, successivamente adattata in forma di romanzo, serie tv e film per il cinema. Oggi Googleplex è il nome usato per il quartier generale di Google in California: ancora una volta, un termine coniato da Kasner per indicare un 1 seguito da un googol di zeri.

 

2 nomi un po’ geek: Anthos e Kubernetes

Molti strumenti di GSuite e Google Cloud Platform (GCP) hanno nomi che si riferiscono alla funzione del servizio che offrono, per esempio:

Google Cloud Platform

  • Cloud Dataprep, un servizio dati su Cloud per preparare i dati per l’analisi
  • Cloud Natural Language estrae informazioni significative da testo scritto nel linguaggio naturale
  • Cloud Storage è un servizio di archiviazione degli oggetti con memorizzazione globale

GSuite

  • Docs, Fogli, Presentazioni, Calendar, Gmail: facile capire a cosa servono direttamente dal nome
  • Google Cloud Search serve per ricercare i file tra tutti i contenuti dell’organizzazione nei servizi di G Suite e nelle sorgenti dati aziendali
  • AppMaker per sviluppare potenti applicazioni in modo più semplice che mai

Ma tra gli oltre 50 servizi GCP, ce ne sono alcuni con nomi molto curiosi, tra cui due tra le più recenti soluzioni per il Cloud computing: Anthos e Kubernetes.

 

Anthos

È un servizio presentato recentemente al Next 2019, per creare e gestire moderne applicazione ibride in diversi ambienti. Basato su Kubernetes e altre tecnologie Google open source, permette di sviluppare le app aziendali senza cambiare il codice, implementando soluzioni software senza alcun lock in sull’hardware. Anthos testimonia ancora una volta la mission di Google Cloud, di facilitare l’accesso a soluzioni Cloud evolute per le aziende di ogni industry e dimensione.

Non esistono notizie ufficiali sul perché si chiami così, ma Anthos potrebbe aver preso il nome da un personaggio dell’universo Marvel: Anthos, appunto, il dio dei Centauriani, una specie di umanoidi blu caratterizzati da un ciuffo rosso triangolare sulla testa. Tra loro c’è Yondu, uno dei protagonisti del film Guardiani della Galassia Vol. 2, che usa una freccia comandabile come arma per sconfiggere i nemici. Chissà che non ci sia un qualche parallelismo tra le frecce, comuni armi dei Centauriani, e il logo della soluzione Anthos che è infatti a forma di freccia.

Perché Google si chiama così - Yundu
Perché Google si chiama così - Anthos

Kubernetes

È un ambiente gestito e pronto all’uso, dedicato al deployment di applicazioni containerizzate. Si basa sull’esperienza maturata da Google nell’esecuzione di servizi in container come Gmail e YouTube. Offre vantaggi in termini di produttività degli sviluppatori, efficienza delle risorse, automazione delle operazioni e flessibilità dell’open source.

Il nome Kubernetes deriva dal greco e significa timoniere. Infatti, il logo della soluzione rappresenta proprio la ruota di un timone. Kubernetes è dunque lo strumento principe per navigare al meglio le acque del Cloud computing e delle app containerizzate? Questa potrebbe essere una spiegazione del perché sia stato scelto questo curioso nome.

I fondatori di Kubernetes, Craig McLuckie e Joe Beda, offrono maggiori particolari sull’origine del nome: avevamo già inviato 13 nomi che non sono passati alle revisioni del team legale di Google. Era l’ultimo giorno per inviare il nome e dovevamo inventarci qualcosa: nella strada per il lavoro, abbiamo pensato che la funzione della nostra soluzione fosse paragonabile a guidare una nave portacontainer. Così, siamo arrivati a ideare l’alquanto esotica scelta di usare la parola greca per timoniere.

Perché Google si chiama così Kubernetes
Perché Google si chiama così Kubernetes container

Il precedente nome di Kubernetes era Sette di Nove, un personaggio della serie tv Star Trek – Voyager. Prima di trasformarsi in umano, questo personaggio era un Borg, i cyborg cattivi della serie: la scelta di questo nome faceva riferimento a Borg, una versione di Kubernetes interna a Google. I fondatori volevano mantenere questo riferimento, ma non alludere ai popolari cyber di Star Trek. Così scelsero di chiamare la soluzione come un ex-Borg, appunto il personaggio Sette di Nove. Per non cancellare il riferimento al precedente nome, la ruota del timone sul logo di Kubernetes ha sette impugnature.

 

A ognuno il suo nome

Dietro ai nomi delle soluzioni Google Cloud ci sono storie e curiosità, anche molto geek, che sono però capaci di trasmettere l’identità, e talvolta le funzioni, degli strumenti in questione, oltre che alcuni dettagli curiosi nati durante il processo di implementazione degli stessi.

Oggi questi nomi, nati all’interno della comunità di tecnici e professionisti Google più o meno ristretta, stanno tramandando le loro storie e identità condensate nel nome ai milioni di utenti che usano per migliorare il business e la vita di tutti i giorni.

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