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Ripensare il lavoro in un’ottica Smart
22 Febbraio 2017
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24 Febbraio 2017

Negli ultimi anni i dati aziendali sono diventati l’ingrediente apparentemente fondamentale per ogni ricetta di gestione e organizzazione aziendale, quasi come se, nei decenni precedenti, non avessero avuto la stessa importanza. Non c’è dubbio che il fenomeno dei cosiddetti big data abbia assunto ormai la forza di un trend tecnologico consolidato che, fino a qualche tempo fa, era più che altro una moda, una “buzzword”. Ora, dopo molti mesi di “hype” e tante parole spese sul tema, stiamo finalmente assistendo ad un consolidamento e ad una maggiore focalizzazione, che sta portando i mercati, le aziende IT e il mondo del business in generale, verso una maggiore consapevolezza del valore che questi temi possono e devono portare. Proviamo ad elencare quali sono gli ingredienti necessari ad un’azienda per utilizzare al meglio i propri dati (e non solo i propri).

1) Impostare una strategia intorno al valore aggiunto che i dati devono portare all’azienda
Per fare ciò dobbiamo dimenticare i dati stessi per un momento, concentrandoci sulla visione di impresa. In questi anni ho incontrato moltissime persone che mi ponevano domande generiche del tipo: “cosa posso ottenere dall’analisi dei miei dati?” oppure “sono partito con la raccolta di tutti i dati a disposizione in azienda… ed ora?”. Questo è l’approccio meno efficace, che ho sempre sconsigliato di adottare.
E’ invece molto più importante partire da domande come:

  • cosa mi serve per migliorare il mio business?
  • quali strumenti, processi e leve devo introdurre in azienda per dare un servizio migliore ai miei clienti?
  • voglio ottimizzare costi e processi, o voglio vendere di più?

2) Ragionare su dati e metriche da misurare
Una volta impostate le domande strategiche e definiti gli obiettivi da raggiungere, ecco che dobbiamo iniziare a ragionare sui dati. Ma non partiamo da quelli che abbiamo già elaborato e abbiamo a disposizione: il mio consiglio è quello di partire da un “foglio bianco”, iniziando a elencare, prima di tutto, ciò che serve per raggiungere gli obiettivi prefissati, indipendentemente dai dati già presenti nei database SQL aziendali, storicizzati per anni su dischi di rete impolverati, o misurazioni rappresentate in report Excel o dashboard di Business Intelligence. Tutto ciò servirà durante il processo, ma il materiale che raccogliamo durante questa fase (database, report, file di lavoro, etc.) non va analizzato immediatamente!

3) Applicare i paradigmi di analisi
Quando siamo sicuri di avere identificato e raccolto al meglio le metriche e i dati necessari, è il momento giusto per iniziare ad applicare i nostri paradigmi di analisi di partenza attraverso:

  • l’implementazione degli “algoritmi” di estrazione, raggruppamento, analisi e sintesi
  • il calcolo degli indicatori
  • la creazione di interfacce user-friendly per rappresentarli
  • l’impostazione di eventuali “storie” che raccontino le sequenze dei calcoli e delle analisi che stiamo applicando.

4) Definire il processo di coinvolgimento delle persone interessate
Ora abbiamo tutto il materiale da cui partire e dobbiamo distribuirlo alle persone chiave per cui i dati hanno importanza strategica e decisionale. Questa fase ha un impatto forte sull’azienda, necessita di un accompagnamento organizzativo di change management importante, da non sottovalutare. Va quindi definito con cura il processo di coinvolgimento di tutti gli attori in gioco, soprattutto nell’ottica di realizzare l’ultimo passaggio.

5) Modificare l’azienda e portarla ad essere una “digital company” o una “data company”
In questa ultima fase sta il “cuore” del processo finora descritto. E’ qui che si misurerà l’efficacia del lavoro svolto sui dati ed è questo il momento in cui occorre sintetizzare i risultati ottenuti, trasformando numeri, algoritmi, paradigmi, dashboard e indicatori in azioni, per realizzare la trasformazione dell’azienda, quella che oggi viene chiamata digital transformation. Occorre applicare le prescrizioni e le trasformazioni che i dati ci hanno suggerito, per migliorare il nostro business, si tratti di processi, di ottimizzazione, di persone, di strumenti, di scelte tra un fornitore e un altro e di aggiunta di nuovi dati da recuperare per ricominciare un nuovo ciclo del processo. Il processo, quindi, è circolare, non si conclude, ma riprende una nuova vita, per allargare ulteriormente il campo di azione e far partire un volano di analisi, studio e implementazione.

Dal punto di vista tecnico, esistono vari strumenti tecnologici a supporto di imprenditori e manager per la realizzazione di questo processo, a costi sempre più alla portata dei budget aziendali, anche della piccola e media impresa. Hadoop e Spark, per citare i più diffusi, esistono sia in versioni on premise che in cloud privato; esistono inoltre soluzioni estremamente scalabili, su piattaforma cloud dei vendor di riferimento, dove Google è sicuramente uno dei leader. Tra questi:

  • BigQuery e BigTable per la memorizzazione di enormi moli di dati, sia tabellari (SQL-like) che destrutturati (file di diversi formati, incluse immagini, video, audio, etc.)
  • le tecnologie Pub/Sub e Dataflow per l’accodamento e la gestione/trasformazione dei dati in pre-processing, sia in modalità streaming che in batch
  • strumenti di data visualization, come Tableau o Google Data Studio 360, per la rappresentazione in real-time dei dati di sintesi o di lavoro, con potentissime funzionalità di elaborazione, trasformazione e soprattutto visualizzazione in pochi clic utente

Inoltre, grazie alle metodologie e tecnologie di piattaforme di intelligenza artificiale basate su Machine e Deep Learning, è sempre più semplice fare leva sulle grandi moli di dati, ossia sul tesoro raccolto durante le cinque fasi del processo “SMART data”. Implementando veri e propri sistemi previsionali, basati su modelli predittivi che, analizzando e mettendo in relazione tra loro i dati storici (ed altri dati come “open data” disponibili e gratuiti), possono prevedere andamenti e trend, fino ad arrivare ad automatizzare azioni basate sulle stesse previsioni.

Parleremo di tutto questo al workshop “InTech: discover, design and play the future” per scoprire gli strumenti tecnologici necessari alla realizzazione di una strategia aziendale ottimale e testare con mano le tecnologie Google Cloud Platform. Ti aspettiamo a InTech!

Federico Baffetti – Business Development & Innovation, Injenia Srl

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